
CENSIONE “A PLACE OF SAFETY”
Lo spettacolo a cui abbiamo assistito ci ha suscitato emozioni contrastanti, ognuno di noi ha interpretato le scene in modo personale e introspettivo.
Il modo di esprimere le storie dell’equipaggio, ci ha permesso di entrare in sintonia con le scene rappresentate.
Molte scene di soccorso ci hanno fatto riflettere sul senso dell’etica morale, sull’empatia ma anche sulla disumanità.
- I NOSTRI PENSIERI:
Avere più conoscenza su questo tipo di argomento ci ha fatto realizzare quanto crudele e ingiusto possa essere il mondo, anche al giorno d’oggi, dove, a causa della disinformazione e menefreghismo costante verso i fatti attuali che caratterizza la nostra generazione, si pensa che le cose non vadano poi così male. Ma invece le cose accadono e proprio sotto i nostri nasi. (LEA)
A Place of Safety è più di uno spettacolo, perché ci fa vedere le persone e le storie incredibili dietro le notizie, che di solito sono solo numeri che al telegiornale vengono oscurati. Lo spettacolo ci spinge a pensare di più, a guardare oltre, e a riconoscere l’umanità che spesso non vediamo, non in tutte le scene peró. È un invito a capire e a sentire di più.
Ci fa riflettere su quanto siamo fortunati rispetto a chi vive situazioni più difficili, come loro. (JENNIFER)
Lo spettacolo pone in evidenza gli scenari reali che l’equipaggio affronta tutti i giorni per salvare e mettere in sicurezza quante più persone possibili hanno bisogno di un posto sicuro. Certi momenti dello spettacolo mi hanno sommersa, le emozioni erano troppe, ciò che stava accadendo era troppo importante e vero, troppo crudo e reale.
La scena della telefonata alle navi vicine, per un immediato soccorso, mi ha fatto venire i brividi e una repulsione per il sistema di aiuto.
Com’ è possibile che chi assiste non capisce che in quei momenti critici ogni piccolo gesto è fondamentale per salvare le persone ?
Anche una chiamata alle navi più vicine può salvare vite.
Sembrava che ad un certo punto le persone fossero solo un numero da trascrivere per poi essere pubblicato in un insieme di statistiche dei morti, non erano riportati i dati personali alla loro morte, neanche un nome completo che potesse garantire una minima identità. Tutto ciò mi é sembrato disumano.(MARTINA)
Guardare uno spettacolo come A Place of Safety oltre ad essere un viaggio sensoriale ben studiato, per l’ottimo comparto acustico e alla realistica riproduzione del ponte della Sea Watch, è anche un viaggio che presenta e denuncia in modo perfetto ancora tutt’oggi l’indifferenza dell’uomo per lo straniero in che cerca di un place of safety in qui ricostruite la propria vita, grazie a dei diritti umani fondamentali che spesso però non in tutte le parti del mondo vengono concessi. (NASRO)
Kepler-452 è riuscita in poco tempo, a spalancarci gli occhi su una realtà che spesso viene ridotta a pochi secondi di notizia al telegiornale, svuotata di significato e umanità. Con un equilibrio tra ironia, cruda verità e complessità, lo spettacolo ha toccato corde profonde, lasciando un segno nell’anima. Mi ha fatto capire che la sensibilità non è solo un punto di vista, ma una forza concreta, capace di trasformare spazi e contesti, creando la possibilità di accoglienza e sicurezza oltre la nave. Un’opera necessaria che colpisce e fa riflettere. (AMIRA)
A Place of safety mi ha colpito profondamente per la sua capacità di affrontare temi universali come la paura, la speranza è alla ricerca di un luogo sicuro. Lo spettacolo mi fa riflettere su cosa significhi veramente sentirsi sicuro, sia fisicamente è anche emotivamente. Guardando lo spettacolo mi ha lasciato con una sensazione di inquietudine ma anche con il desiderio di comprende meglio le storie di chi è in cerca di rifugio. (MARICIELO)
In questo spettacolo mi ha suscitato un senso di una lotta tra disumanità e umanità, è una realtà che ci coinvolge tutti. È fondamentale riflettere su come le nostre azioni quotidiane possano contribuire a promuovere un mondo più umano. Scegliere la compassione, la solidarietà e l’impegno sociale può fare la differenza. In questo modo, possiamo costruire un futuro in cui l’umanità trionfi sulla disumanità. (IBTIHAL)
5AS Crescenzi Pacinotti Sirani
Lea Barontini, Nasro El Bakraoui, Jennifer Grandi, Ibtial Lakhlifa, Maricilelo Lopez, Martina Luongo, Amira Naamaatallah.