La cronaca inaspettata di una dieta in bianco: l’esperienza di Fevi alla Centrale di Fies

Ciao sono Fevi, la ragazza che ha fatto quella presentazione un pò spumeggiante con quel quadro che si può  definire  particolare, per poi sparire nel nulla più totale.

Niente foto, niente video, niente recensioni di spettacoli.

Anzi, ripensandoci bene, in una foto ci sono: sono la ragazza con capelli afro, pantaloni bianchi e maglietta verde lime con lo sguardo un po’ perso o distratto dai suoi pensieri, nella foto postata pochi giorni fa su Facebook della Centrale fies. 

In quella foto, oggi, mi sembro quasi photoshoppata, e messa lì soltanto per prendere una boccata d’aria e dire: “Ehy, guardatemi ci sono anch’io, ho partecipato anch’io a questo progetto, anch’io ho fatto delle cose… ehm delle interviste… Cavolo guardatemi! Sono qui, caspita mi avete visto?” prima di essere risucchiata di nuovo nel vuoto fotografico e perdermi nelle acque del festival; senza sapere se avrei rivisto e respirato quell’aria di festival che mi inebriava il naso ogni volta che varcavo i cancelli della Centrale Fies.

Quindi in conclusione… dove sono stata? Beh nel posto che ogni adolescente sogna fin da quando era bambino: in ospedale. Ora ovviamente non sto qui a descrivere  la mia frustrazione e tristezza nel passare il  tempo, che avrei potuto utilizzare a fare la mia prima esperienza di redazione e giornalismo, in una barella del pronto soccorso.

Ma invece cercherò di raccontare la mia esperienza come la si racconta ad un bambino, omettendo quindi tutte le cose brutte, e trasformandola in una favola, un gioco; un pò come La vita è bella, il film, dove un padre ha cercato di rendere al figlio un momento e periodo storico altamente pericoloso, disperato, triste: un gioco.  

Quindi ricapitolando c’era una volta una  bambina cui  venne il mal di pancia, un mal di pancia forte, molto forte, e non sapendo cosa fare decise di andare dalla dottoressa.

La dottoressa la fece stendere su una brandina  e le  chiese: ”Come stai ? Dove ti fa male? Sai indicarmi il punto preciso?”

La bambina, che chiameremo Chiara, confusa, le disse di non saperlo.

Allora la dottoressa non si perse d’animo e chiamò la sua super squadra che si mise  là a capire la causa del dolore e ogni componente della squadra, con i suoi super poteri, cercò  di capire cosa non andasse in lei e come trovare una soluzione.Ma nulla, non riuscivano trovare nulla. Finché non arrivò Ecografia, uno dei membri più anziani della super squadra e  aveva risolto più casi di tutti, insomma l’ultima spiaggia. Fece dunque stendere su un lettino Chiara e tirò fuori dal camice una specie di telecomando, che appoggiò poi sulla sua pancia. Mormorò a bassa voce qualcosa che la bambina non riuscì a capire, si avvicinò al monitor, per veder meglio e infine se ne andò lasciando la bimba sola.

Pochi minuti dopo arrivò Rurga insieme a Ecografia, una donna sulla cinquantina, che tastò la pancia della bambina, fece tastare anche a Chi, un suo collega, e finalmente ruppero il silenzio e Rurga disse:”Puoi andare a casa ma di alla mamma di cucinarti solo pasta in bianco, verdura cotta e frutta e stai tranquilla riposati e vedrai che ti riprenderai”.

La bambina sollevata e felice ritorno  a casa e segui la “medicina” di Rurga; ma è ancora presto per sapere se effettivamente funzionerà.

E’ andata più o meno così con la differenza di molte ore di attesa tra i diversi esami, compagni di barella e infermieri al dir poco simpatici.

L’apap festival ha però lasciato alcune impronte più forti del mal di pancia in quei giorni, e ora provo a raccontarle facendo da sola una specie di gioco, e regalando qualche parola ad ogni attimo vissuto:

la scuola di femminismo: una ragazza con la frangetta e Filippo che mi fanno da traduttori 

All together : nomi, frasi pensieri ed emozioni corpo.

L’uomo che accarezzava i pensieri contropelo…: Fatica, umido, suoni  e volontà Queen – Bohemian Rhapsody (Official Video Remastered)

Rompere il ghiaccio:  Malinconia, rinascita Billie Eilish, Khalid – lovely

intervistare le persone…stupore, rilassatezza, accondiscendere  XXXTENTACION – MOONLIGHT

vivere il gruppo…. difficile, divertente, utile Roddy Ricch – The Box

l’esperienza di redazione stupenda, complicata, faticosa, indimenticabile Fabrizio De André – Il pescatore (Live)

la location… Wow, particolare, fiabesca Imany – Don’t Be So Shy (Filatov & Karas Remix) 

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Beatrice Ghione

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